Quando si deve realizzare un nuovo manufatto protesico come corone, ponti, faccette, protesi mobili o anche un semplice provvisorio, è fondamentale partire da impronte dentali aggiornate. Non si tratta di una formalità burocratica, ma di un passaggio clinico essenziale per garantire precisione, comfort e durata del lavoro.
I denti non sono mai davvero fermi
I denti non restano immobili nel tempo. Anche in assenza di dolore o di movimenti evidenti, avvengono continuamente micro-spostamenti impercettibili.
Queste variazioni minime diventano però cruciali quando si deve realizzare una protesi che deve adattarsi in modo millimetrico alla bocca del paziente. Una protesi basata su dati non aggiornati rischia di risultare imprecisa, scomoda o poco funzionale.

Le impronte vecchie non fotografano più la realtà
Un’impronta dentale è come una fotografia estremamente dettagliata della bocca in un preciso momento. Dopo settimane o mesi, quella fotografia non è più affidabile perché la situazione orale può essere cambiata. Per questo motivo, le impronte precedenti non possono essere riutilizzate per nuovi lavori protesici.

I modelli già usati non sono tecnicamente riutilizzabili
Durante le fasi di lavorazione in laboratorio odontotecnico, modelli e impronte vengono manipolati, rifiniti, adattati e sottoposti a stress tecnici.
Sono strumenti pensati per un singolo lavoro. Riutilizzarli significherebbe rinunciare alla precisione necessaria per ottenere un manufatto protesico di qualità.
👉 Ogni nuovo lavoro richiede quindi nuove impronte e nuovi modelli.

Tempo e costi reali delle impronte dentali

La rilevazione delle impronte non è solo un passaggio tecnico, ma comporta tempi di lavoro e costi concreti sia per lo studio dentistico sia per il laboratorio odontotecnico:
- tempo di laboratorio per la realizzazione dei modelli su cui verrà progettata la protesi, anche nel caso di un semplice provvisorio.
- tempo clinico dedicato alla presa dell’impronta;
- utilizzo di materiali professionali specifici.
Costi indicativi delle impronte dentali
I costi possono variare in base alla complessità del caso, ma ecco valori medi realistici per prestazioni professionali di qualità.
Impronta in alginato
Indicata per modelli preliminari o situazioni semplici.
Materiale più economico, ma comunque richiede tempo e lavorazione.
Costo indicativo: 30–70 € ad impronta

Impronta in silicone di precisione
Necessaria per protesi fisse e lavori che richiedono elevata accuratezza.
Materiale più costoso e procedura più articolata.
Costo indicativo: 60–110 € ad impronta

Impronta digitale con scanner intraorale
Tecnologia avanzata che acquisisce l’arcata dentale in formato digitale.
Offre maggiore comfort al paziente e altissima precisione.
Include costi legati a tecnologia, software e manutenzione.
Costo indicativo: 70–140 € ad impronta. Tutti i costi indicati sono orientativi e possono variare in base al piano di cura e alle esigenze cliniche specifiche.

In sintesi: perché le nuove impronte sono indispensabili
Ogni nuovo manufatto protesico richiede nuove impronte perché:
- la rilevazione delle impronte comporta costi vivi di tempo, materiali e lavorazione per studio e laboratorio;
- i denti si spostano continuamente nel tempo;
- le impronte precedenti non rappresentano più la situazione reale;
- i modelli già utilizzati non sono tecnicamente riutilizzabili;
Investire in impronte aggiornate significa investire nella qualità, nella durata e nel comfort della propria protesi dentale. Una base precisa è la chiave per un risultato che funzioni davvero, ogni giorno.
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