Una protesi mobile può accompagnare una persona per molti anni e, quando ci si è abituati, è naturale volerla conservare il più a lungo possibile. Ma una protesi dentale non dura necessariamente per tutta la vita: con il passare degli anni possono cambiare sia la protesi sia la bocca che la sostiene. Il problema è che questi cambiamenti spesso avvengono lentamente. La persona può iniziare ad abituarsi a una dentiera che si muove, a una masticazione meno efficace o a piccoli fastidi, considerandoli semplicemente “normali per una protesi vecchia”.

In realtà, alcuni segnali meritano una valutazione odontoiatrica. La letteratura scientifica indica infatti che stabilità, capacità di masticare, comfort e adattamento ai tessuti della bocca sono tra gli elementi più importanti per la soddisfazione del paziente portatore di protesi.

Non esiste un’età precisa per cambiare una protesi mobile

Una delle domande più frequenti è: dopo quanti anni bisogna sostituire la dentiera? Non esiste un numero di anni valido per tutti. La durata dipende dal tipo di protesi, dai materiali utilizzati, dalle caratteristiche della bocca, dall’usura, dall’igiene e dai cambiamenti avvenuti nel tempo.

Una protesi ben mantenuta può continuare a funzionare adeguatamente per diversi anni. Al contrario, una protesi che provoca dolore, si muove molto o non permette più di masticare correttamente può richiedere un intervento molto prima. Per questo motivo, più che guardare il calendario, è importante valutare le condizioni della protesi e della bocca.

La protesi mobile si muove sempre di più

Uno dei segnali più evidenti è la perdita di stabilità. La dentiera può iniziare a sollevarsi mentre si parla, spostarsi durante la masticazione oppure richiedere quantità sempre maggiori di adesivo per rimanere ferma.

Questo fenomeno può essere legato ai cambiamenti che avvengono nell’osso che in precedenza sosteneva i denti. Dopo la perdita degli elementi dentali, infatti, l’osso alveolare tende progressivamente a ridursi. Di conseguenza, la forma della bocca cambia e una protesi costruita anni prima può non adattarsi più perfettamente alla situazione attuale. La letteratura ha documentato proprio il rapporto tra utilizzo delle protesi complete, riassorbimento delle creste ossee e modificazioni dei tessuti di appoggio.

In alcuni casi il problema può essere risolto con una ribasatura, cioè con un intervento che permette di adattare la superficie interna della protesi alla nuova forma della bocca. In altri, invece, la protesi è ormai troppo usurata o inadeguata e conviene realizzarne una nuova. In attesa della visita odontoiatrica un piccolo aiuto può arrivare da medicamenti quali Alovex e collutori con clorexidina, con lo scopo di rimarginare piccole ferite in bocca. Dolore e irritazioni non devono essere considerati normali

Una vecchia protesi può creare punti di pressione sulla gengiva e sulla mucosa.

Se compaiono frequentemente:

è opportuno far controllare la protesi. In uno studio condotto su persone che richiedevano una nuova protesi completa, la perdita di ritenzione e le ulcerazioni erano tra le complicanze più frequenti. Gli autori sottolineavano inoltre l’importanza dei controlli periodici, proprio perché alcuni problemi possono svilupparsi gradualmente.

Una protesi non dovrebbe essere semplicemente “sopportata”. Se provoca un dolore persistente, bisogna capire perché.

Quando la dentiera non permette più di masticare bene

Un altro campanello d’allarme riguarda la funzione. Se alcuni alimenti diventano improvvisamente difficili da mangiare, se la dentiera scivola mentre si mastica o se si tende a utilizzare sempre lo stesso lato della bocca, potrebbe esserci un problema di stabilità o di rapporto tra i denti artificiali.

Anche i denti della protesi, infatti, sono soggetti a usura. Con il tempo possono consumarsi e modificare il modo in cui i denti superiori e inferiori entrano in contatto. La qualità della masticazione, la stabilità e il comfort sono tra i principali fattori che influenzano la soddisfazione delle persone portatrici di protesi complete.

I denti artificiali possono consumarsi

Una protesi può sembrare ancora “bella” all’esterno e avere comunque bisogno di essere sostituita. I denti artificiali, soprattutto dopo molti anni di utilizzo, possono consumarsi. Questo può modificare progressivamente il modo in cui la persona mastica e il rapporto tra le arcate dentarie.

Nei pazienti affetti da bruxismo questo capita anche nelle loro protesi

Inoltre, una protesi molto usurata può perdere parte delle caratteristiche estetiche originali: i denti possono apparire più corti e il sorriso può assumere un aspetto diverso rispetto a quello iniziale. Non si tratta quindi soltanto di una questione estetica. Usura e modificazione dei contatti tra i denti possono avere conseguenze anche sulla funzione della protesi.

Anche il viso può cambiare

La protesi contribuisce a sostenere le labbra e i tessuti del viso. Quando una dentiera è molto usurata o non mantiene più correttamente i rapporti originariamente progettati, possono cambiare anche alcuni aspetti dell’estetica del volto. Le labbra possono apparire meno sostenute e la parte inferiore del viso può assumere un aspetto differente.

Persona anziana senza protesi dentaria

Non significa che ogni cambiamento del volto sia dovuto alla protesi. L’invecchiamento naturale e le modificazioni dei tessuti hanno naturalmente un ruolo importante. Tuttavia, durante una valutazione protesica, anche questi aspetti vengono considerati.

La protesi cade mentre si parla o si ride

Una dentiera che tende a muoversi durante una conversazione, quando si ride o quando si sbadiglia può diventare non soltanto scomoda, ma anche fonte di insicurezza. La perdita di ritenzione può essere particolarmente evidente nelle protesi inferiori, che per la loro conformazione sono generalmente più difficili da stabilizzare rispetto a quelle superiori.

Quando la protesi non rimane più adeguatamente in posizione, non è sempre necessario sostituirla immediatamente. Il dentista può verificare se sia sufficiente un intervento di adattamento oppure se la struttura della protesi sia ormai superata.

Quando una ribasatura non è più sufficiente

Questo è un punto importante. Non tutte le vecchie protesi devono essere necessariamente buttate e rifatte da zero. Se la struttura generale è ancora valida, in determinate situazioni è possibile intervenire sulla superficie interna della protesi per migliorarne l’adattamento ai tessuti.

esempio di protesi dentaria

Quando però la protesi presenta un’usura importante, denti artificiali molto consumati, dimensioni non più adeguate, problemi di stabilità o una progettazione non più compatibile con la situazione della bocca, una semplice ribasatura potrebbe non essere sufficiente. In questi casi, la realizzazione di una nuova protesi permette di rivalutare complessivamente estetica, funzione, stabilità e comfort.

Quanto conta il controllo periodico?

Molto più di quanto si possa pensare. Chi porta una protesi mobile tende talvolta a rivolgersi al dentista soltanto quando la protesi si rompe o diventa inutilizzabile. Sarebbe invece preferibile sottoporla a controlli periodici, anche quando sembra funzionare bene.

Durante una visita il professionista può verificare non soltanto la protesi, ma anche gengive, mucose, tessuti di sostegno e denti eventualmente ancora presenti. Questo è particolarmente importante nelle protesi parziali, dove ganci e altre parti della struttura possono interessare i denti residui e richiedono una corretta manutenzione.

Una vecchia protesi non va sostituita solo perché è vecchia

Il concetto fondamentale è proprio questo: l’età della protesi, da sola, non è una diagnosi. Una protesi di molti anni può essere ancora funzionale, mentre una protesi più recente può necessitare di una revisione se non garantisce un buon adattamento.

La decisione di sostituirla dovrebbe quindi tenere conto delle condizioni della bocca e della protesi, della capacità di masticare, della stabilità, del comfort, dell’estetica e delle eventuali problematiche presenti nei tessuti orali. Le revisioni della letteratura confermano che questi fattori sono strettamente collegati alla soddisfazione e alla qualità di vita delle persone che utilizzano protesi complete.

La nuova protesi può migliorare comfort e qualità di vita

Quando una protesi è realmente arrivata alla fine della sua vita funzionale, sostituirla non significa semplicemente “avere denti nuovi”. Una nuova riabilitazione può permettere di rivalutare l’intero equilibrio della bocca e recuperare una migliore stabilità, una masticazione più efficace, una fonazione più naturale e un’estetica più armoniosa.

La ricerca scientifica mostra infatti che il passaggio a una nuova protesi completa può essere associato a un miglioramento della soddisfazione del paziente e della qualità di vita correlata alla salute orale.

In conclusione

Una protesi mobile che si muove, provoca irritazioni, rende difficile mangiare, è molto consumata o richiede sempre più adesivo merita un controllo odontoiatrico. Non sempre sarà necessario sostituirla: talvolta è possibile modificarla, adattarla o ripararla. Quando però i cambiamenti della bocca e l’usura della protesi sono diventati troppo importanti, una nuova protesi può rappresentare la soluzione più indicata.

La dentiera non dovrebbe essere qualcosa che si impara semplicemente a sopportare. Deve permettere, per quanto possibile, di parlare, sorridere e mangiare con sicurezza e comfort.

Una telefonata che fa bene al sorriso ❤️

Ci sono telefonate che arrivano quando meno te le aspetti. Una di queste è quella della segretaria di A.C.O. DENTAL. «Buongiorno, la contatto per ricordarle che è arrivato il momento della visita di controllo e dell’igiene orale». Ogni volta penso: “È già passato così tanto tempo?” E subito dopo mi viene da sorridere.

Perché, in fondo, quella telefonata non è soltanto un promemoria per fissare un appuntamento. È qualcuno che ti ricorda di prenderti cura di te. Nella vita siamo bravissimi a rimandare: rimandiamo una visita, una passeggiata, un po’ di riposo, una telefonata a una persona cara… sempre convinti che ci sarà tempo.

Poi arriva quella voce gentile dall’altra parte del telefono e, per qualche minuto, ci ricorda una cosa semplice ma importante: la prevenzione è un gesto d’amore verso noi stessi. Così, quasi rassegnato ma con il sorriso, rispondo: «Va bene… fissiamo l’appuntamento!»

E mentre riaggancio penso che forse abbiamo bisogno anche di questo:
di qualcuno che, ogni tanto, ci ricordi che stare bene non dovrebbe essere qualcosa da rimandare.

E poi, diciamolo…
se alla fine della visita usciamo con i denti più puliti e un sorriso più luminoso, ne è valsa decisamente la pena! 😁✨

Grazie quindi a chi, con professionalità e un semplice «Buongiorno, è il momento del controllo», ci ricorda che prenderci cura di noi è sempre una buona idea.

Perché un sorriso sano non è soltanto qualcosa da mostrare. È qualcosa di cui prendersi cura, ogni giorno.

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