L’apnea notturna è un disturbo del sonno molto più comune di quanto si possa pensare e, in molti casi, può passare inosservato per anni. Russamento intenso, risvegli frequenti, sonnolenza durante il giorno e una sensazione di stanchezza apparentemente inspiegabile possono essere alcuni dei segnali con cui si manifesta. Tra le possibilità di trattamento esistono anche i dispositivi intraorali, apparecchi progettati per essere indossati durante il sonno e in grado, in pazienti selezionati, di modificare la posizione della mandibola e contribuire a mantenere più aperte le vie respiratorie.

È importante però chiarire fin dall’inizio un aspetto fondamentale: un dispositivo intraorale non è semplicemente un apparecchio antirussamento. La sua prescrizione deve avvenire nell’ambito di una diagnosi corretta e di una valutazione medica del disturbo respiratorio del sonno.
Che cos’è l’apnea notturna
Con il termine apnea notturna, o più precisamente sindrome delle apnee ostruttive del sonno, si indica una condizione nella quale durante il sonno la respirazione si interrompe ripetutamente oppure si riduce in maniera significativa a causa di un restringimento delle vie aeree superiori. Durante il sonno i muscoli della gola tendono naturalmente a rilassarsi. In alcune persone questo rilassamento, associato alla conformazione anatomica delle vie respiratorie e ad altri fattori, può favorire il restringimento dello spazio attraverso cui passa l’aria. Quando l’ostruzione diventa importante, il flusso respiratorio può interrompersi per alcuni secondi.

Il cervello registra la diminuzione dell’ossigenazione e provoca una breve reazione di “allerta” che consente di riprendere la respirazione. Questi micro-risvegli possono essere così brevi da non essere ricordati al mattino, ma possono ripetersi numerose volte durante la notte, compromettendo la qualità del sonno. Per questo motivo una persona può dormire apparentemente per sette o otto ore e svegliarsi comunque stanca.
Russare non significa necessariamente avere un’apnea
Il russamento è uno dei fenomeni più frequentemente associati alle apnee notturne, ma non tutte le persone che russano soffrono di apnea ostruttiva del sonno. Il caratteristico rumore del russamento nasce dalla vibrazione dei tessuti delle vie aeree superiori quando l’aria passa attraverso uno spazio ristretto. Quando invece si verificano vere e proprie interruzioni o importanti riduzioni della respirazione, il problema assume una rilevanza clinica diversa.
Un russamento particolarmente forte, accompagnato da pause respiratorie osservate dal partner, improvvisi “sussulti” durante il sonno o risvegli con sensazione di soffocamento, merita quindi un approfondimento. Anche la sonnolenza diurna non dovrebbe essere sottovalutata. Addormentarsi facilmente davanti alla televisione, durante la lettura o in situazioni passive può essere il segnale di un sonno notturno che, pur sembrando sufficientemente lungo, non è realmente ristoratore.
Perché l’apnea notturna non dovrebbe essere trascurata
Le apnee ostruttive del sonno non rappresentano soltanto un problema legato al russamento o alla qualità della vita. La ripetuta riduzione dell’ossigenazione e la frammentazione del sonno possono avere conseguenze sull’organismo, soprattutto quando il disturbo è frequente e non viene trattato. Una persona può sperimentare maggiore stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità e riduzione delle prestazioni durante il giorno. Nei casi più importanti, l’apnea ostruttiva del sonno è inoltre associata a un aumento del rischio cardiovascolare e ad altre problematiche metaboliche.
Questo non significa che chi russa debba necessariamente avere una malattia importante, ma significa che determinati segnali non dovrebbero essere liquidati semplicemente come una caratteristica del sonno.
Qual è il ruolo del dentista nelle apnee notturne?
Il dentista può avere un ruolo importante nell’intercettazione e nella gestione delle problematiche respiratorie legate al sonno, soprattutto quando il paziente presenta caratteristiche che possono rendere indicato un trattamento con dispositivo intraorale. Durante la visita odontoiatrica possono essere osservati diversi aspetti della bocca e dell’apparato masticatorio, come la posizione della mandibola, la conformazione del palato, la presenza di determinate caratteristiche anatomiche e lo stato di denti, gengive e articolazioni temporo-mandibolari.

Questo tipo di valutazione, tuttavia, non sostituisce la diagnosi medica dell’apnea notturna. Il percorso corretto richiede una valutazione clinica del disturbo del sonno e, quando indicato, un esame specifico che consenta di stabilire se le apnee sono realmente presenti e quale sia la loro gravità.mSolo dopo aver definito il quadro clinico è possibile valutare quale trattamento possa essere più appropriato.
Come funzionano i dispositivi intraorali per l’apnea notturna
I dispositivi intraorali utilizzati per il trattamento delle apnee ostruttive del sonno sono generalmente progettati per mantenere la mandibola in una posizione leggermente più avanzata durante il sonno. Questa particolare categoria di apparecchi viene comunemente definita dispositivo di avanzamento mandibolare.

L’avanzamento della mandibola può modificare la posizione della lingua e dei tessuti circostanti, contribuendo ad aumentare lo spazio disponibile nelle vie aeree superiori. In questo modo, in determinati pazienti, può diminuire la tendenza delle vie respiratorie a restringersi durante il sonno. Il principio può sembrare semplice, ma la progettazione e la regolazione dell’apparecchio richiedono attenzione. Non esiste infatti un’unica posizione mandibolare adatta a tutti i pazienti.
Il dispositivo deve essere realizzato e regolato in funzione delle caratteristiche individuali, tenendo conto anche della situazione dentale, delle articolazioni mandibolari e della capacità del paziente di tollerare l’apparecchio durante la notte.
Dispositivo intraorale e apparecchio antirussamento sono la stessa cosa?
Non necessariamente. Sul mercato esistono numerosi dispositivi presentati come soluzioni contro il russamento, ma il trattamento dell’apnea ostruttiva del sonno diagnosticata è un’altra questione.
Un dispositivo intraorale destinato alla gestione delle apnee dovrebbe essere inserito in un percorso clinico nel quale siano stati valutati il disturbo respiratorio e le caratteristiche del paziente. Il semplice obiettivo di ridurre il rumore del russamento non è sufficiente per stabilire che l’apnea sia stata trattata. Questo è un punto particolarmente importante perché una persona potrebbe russare meno senza che il problema respiratorio sottostante sia stato realmente risolto.
Quando il dispositivo intraorale può essere indicato
I dispositivi di avanzamento mandibolare possono rappresentare una possibilità terapeutica soprattutto in alcuni pazienti con apnea ostruttiva del sonno, in particolare quando il quadro clinico e la gravità della patologia rendono appropriato questo tipo di trattamento. Possono inoltre essere presi in considerazione in situazioni nelle quali la terapia con pressione positiva continua delle vie aeree, comunemente conosciuta come CPAP, non viene tollerata adeguatamente o risulta difficile da utilizzare con continuità.
La scelta non dovrebbe però essere basata esclusivamente sulla preferenza del paziente per un apparecchio più piccolo o meno ingombrante. La terapia deve essere scelta in relazione alla diagnosi, alla gravità dell’apnea, alle caratteristiche anatomiche e alle condizioni generali della persona.
La decisione deve essere presa all’interno di un percorso personalizzato, spesso con la collaborazione tra medico esperto in medicina del sonno e odontoiatra con competenze specifiche nel trattamento dei disturbi respiratori durante il sonno.
Come viene realizzato un dispositivo intraorale
Una volta stabilita l’indicazione al trattamento, il dispositivo deve essere progettato in maniera personalizzata. Il dentista valuta la situazione dentale e parodontale, la presenza di eventuali problemi articolari e la possibilità di utilizzare i denti come supporto dell’apparecchio. Vengono quindi rilevate le caratteristiche delle arcate dentarie e della posizione mandibolare necessarie alla realizzazione del dispositivo.

Un apparecchio adeguatamente progettato deve essere stabile, confortevole e consentire una regolazione progressiva dell’avanzamento mandibolare. La personalizzazione è particolarmente importante perché il dispositivo deve essere utilizzato per molte ore consecutive durante la notte. Un apparecchio scomodo, instabile o non correttamente regolato rischia di essere abbandonato dal paziente, vanificando il trattamento.
Il dispositivo intraorale può avere effetti collaterali?
Come qualsiasi trattamento, anche i dispositivi intraorali possono provocare alcuni effetti indesiderati. Durante le prime fasi possono comparire sensazione di tensione a livello della mandibola, maggiore salivazione, secchezza della bocca o fastidio ai denti. In alcuni pazienti possono inoltre verificarsi modificazioni temporanee del modo in cui i denti entrano in contatto al risveglio. Un utilizzo prolungato richiede quindi controlli periodici. Il dentista può verificare la stabilità dell’apparecchio, lo stato dei denti e delle gengive, la funzionalità dell’articolazione temporo-mandibolare e l’eventuale comparsa di modificazioni dell’occlusione. La presenza di denti sufficientemente sani e di un adeguato supporto dentale è infatti un elemento importante nella valutazione dell’idoneità al trattamento.
Il trattamento deve essere controllato nel tempo
Un errore frequente consiste nel pensare che, una volta consegnato il dispositivo, il percorso sia terminato. Il trattamento dell’apnea notturna richiede invece un controllo dell’efficacia della terapia. La percezione soggettiva del paziente è importante, ma non sempre è sufficiente per stabilire se le apnee siano effettivamente diminuite.
Dopo l’adattamento del dispositivo, il medico può quindi ritenere opportuno ripetere un esame del sonno per verificare oggettivamente la risposta al trattamento. Questo permette di capire se il dispositivo sta realmente raggiungendo l’obiettivo terapeutico oppure se sono necessarie ulteriori regolazioni o una diversa strategia.
Quando è importante rivolgersi a uno specialista
Se il partner riferisce frequenti pause respiratorie durante il sonno, se il russamento è particolarmente intenso oppure se al mattino ci si sente costantemente stanchi nonostante un numero apparentemente adeguato di ore di sonno, è opportuno parlarne con il proprio medico. Lo stesso vale in presenza di risvegli improvvisi con sensazione di mancanza d’aria, forte sonnolenza durante il giorno o difficoltà di concentrazione che non trovano una spiegazione evidente.
Il primo passo non dovrebbe essere acquistare autonomamente un dispositivo antirussamento, ma capire quale sia la causa del problema. Una diagnosi corretta consente infatti di distinguere il semplice russamento da un disturbo respiratorio del sonno che necessita di un trattamento specifico.
Odontoiatria e medicina del sonno: un lavoro di squadra
Il trattamento delle apnee notturne rappresenta uno degli ambiti nei quali la collaborazione tra diverse figure professionali può fare realmente la differenza.
Il medico esperto in medicina del sonno si occupa della diagnosi e della valutazione clinica del disturbo, mentre l’odontoiatra può occuparsi della valutazione dell’apparato dentale e della gestione del dispositivo intraorale quando questa soluzione risulta indicata.
L’obiettivo non è semplicemente far russare meno il paziente, ma ridurre il problema respiratorio durante il sonno e migliorare la qualità della terapia, verificandone nel tempo l’efficacia.
Un russamento persistente non va sempre considerato un semplice inconveniente
Dormire bene non significa soltanto trascorrere molte ore a letto. Il sonno deve essere sufficientemente continuo e ristoratore, mentre la respirazione dovrebbe mantenersi regolare per tutta la notte. Quando questo non accade, il russamento può essere soltanto la parte più visibile di un problema che si manifesta soprattutto mentre dormiamo.
I dispositivi intraorali rappresentano oggi una possibilità terapeutica importante per alcuni pazienti con apnea ostruttiva del sonno, ma devono essere utilizzati dopo una corretta diagnosi e con un adeguato controllo medico e odontoiatrico. Per questo, davanti a un russamento persistente, a pause respiratorie osservate durante il sonno o a una stanchezza diurna apparentemente inspiegabile, vale la pena parlarne con un professionista. A volte il problema che si manifesta di notte merita di essere ascoltato anche durante una visita odontoiatrica.
Riproduzione riservata ©
